Il perfetto connubio tra imprenditoria e sociale

L’imprenditoria è quell’attività che viene svolta dall’imprenditore esercitando un’attività economica da solo o con altri imprenditori che in questo caso posso essere soci, assumendosi i vari rischi d’impresa che possono essere economici, finanziari e patrimoniali. Le prime forme di imprenditoria si ebbero in Europa intorno al Cinquecento. Il termine sociale viene attribuito a diversi soggetti come uno stato, un gruppo, una rete, un’assistente, un’impresa, una classe ecc e quindi assume diversi significati in base alla parola a cui viene affiancato.

imprenditoria socialePrendiamo come esempio l’impresa sociale. Le prime forme di imprenditoria sociale si sono affermate negli anni 80 ed avevano lo scopo di perseguire scopi sociali. Il ruolo di questo tipo d’impresa è produrre e scambiare beni e servizi di utilità sociale e di interesse generale. Uno degli esempi più concreti in Italia è quanto realizzato dall’imprenditore Cesare Pambianchi.

Come le altre imprese, l’impresa sociale deve eseguire alcune regole importanti come essere costituita con atto pubblico, avere una struttura democratica, avere un libro giornale e un inventario, depositare presso il registro delle imprese i documenti che rappresentino lo stato patrimoniale, finanziario ed economico, coinvolgere chiunque entra a far parte di questa attività alla gestione sociale, inoltre bisogna redigere il bilancio sociale.

Esempi di imprese di questo tipo sono le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società di capitali e di persone, i consorzi e le cooperative. Questi tipi di imprese possono operare in diversi settori come l’assistenza sociale e sanitaria, l’educazione, l’istruzione, la tutela ambientale, la formazione scolastica, il turismo e tutto ciò che riguarda il sociale. Questi sono esempi del perfetto connubio tra imprenditoria e sociale, anche se sembrano due mondi completamente opposti. Esiste un organizzazione chiamata REIS (Rete per l’Economia e l’Imprenditorialità Sociale) che ha lo scopo di riunire istituzioni pubbliche e imprenditori sociali per trattare nuove forme di imprenditoria sociale nel nostro paese.

Parlare oggi di imprenditorialità sociale significa congiungere stato economico e stato welfare in modo che si crei valore economico e valore sociale. L’economia sociale, che viene prodotta da questo tipo di impresa, rappresenta una grande occasione per l’espansione della nostra Nazione. Così facendo creerebbe occupazione sia per i giovani che per le donne visto l’alto livello di disoccupzione in questo periodo. Il sociale è collegato anche al nostro territorio, quindi per accrescere il valore sociale bisogna valorizzarlo proteggendolo. Il settore terziario, com’è possibile riscontrare nell’operato di Cesare Pambianchi, rappresenta in maniera diretta il sociale perché comprende il turismo e la fornitura di servizi. In questa realtà d’impresa esiste però l’idea del no-profit. Infatti si pensa che produce solo valore sociale e non valore economico. Però se la politica sociale si attua anche sul territorio e sull’ambiente e non solo sulle persone, di conseguenza, produrrà valore economico. L’ambiente sociale è caratterizzato da due principali soggetti: gli enti pubblici e Stato e le aziende no-profit. Proseguendo nel tempo però la comunità sta perdendo questo potere e quindi si chiede aiuto alle imprese e a nuovi finanziatori.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>